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Il ricovero

Tutte le informazioni fornite dal Dottor Vanni Strigelli propedeutiche al ricovero, alla fase di ospedalizzazione e al post operatorio di anca, ginocchio e piede.

La preospedalizzazione

PREOSPEDALIZZAZIONE

Circa venti giorni prima del ricovero sarete contattati del reparto di preospedalizzazione per fare le visite pre-operatorie e gli esami necessari; sarà effettuata una visita cardiologica, una visita angiologica ed una visita con l’anestesista che vi spiegherà quale anestesia verrà praticata oltre ad ecg, eco-cuore, esami ematici e dell’urina. Normalmente è eseguita un’anestesia spinale che non è dolorosa e che vi addormenterà le gambe per circa 3 ore; se avete ansia e volete dormire potrete essere sedati. Durante la pre-ospedalizzazione sarete istruiti su alcuni comportamenti da tenere nei giorni prima dell’intervento. In particolare la sera prima dell’operazione dovrete fare una doccia con un sapone disinfettante e dovrete assumere una dose di eparina e dalla mezzanotte dovrete rimanere a digiuno. Il giorno del ricovero dovrete portare con voi le vostre medicine abituali e le radiografie eseguite. Prima dell’intervento avrete un secondo appuntamento per effettuare una lezione con un medico ed un fisioterapista che vi daranno ulteriori indicazioni sul ricovero e sull’intervento.

Ricordate:
Iniezione di eparina
Doccia con sapone disinfettante
Vitto leggero a cena e digiuno dalle 24.

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Informazioni utili dopo l’intervento

Guida ai movimenti possibili e da evitare dopo l’intervento chirurgico al ginocchio o all’anca: come alzarsi o sedersi, fare le scale, usare il bagno e farsi la doccia.

Le patologie che possono essere curate con la protesi totale di ginocchio

Il ginocchio è l’articolazione più grossa del corpo umano. È formata dal femore, dalla tibia e dalla rotula e funge da cerniera permettendo la flessione e l’estensione della gamba.

Muscoli e legamenti tengono insieme i capi articolari conferendo stabilità all’articolazione e permettendone il movimento.

Le superfici articolari delle tre ossa sono ricoperte da cartilagine. Il contatto fra i capi articolari è ammortizzato dalla presenza della cartilagine che inoltre diminuisce notevolmente la frizione durante il movimento. Il ginocchio è composto da tre compartimenti: compartimento interno, compartimento articolazione femoro-rotuleo.

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Fisioterapia ed altre informazioni utili dopo intervento di protesi articolare

É un errore sia non farne che farne troppa. Dopo la dimissione saranno sufficienti 2 sedute settimanali con il fisioterapista da associare agli esercizi che può svolgere autonomamente 3 volte al giorno.

Alla dimissione vi sarà consegnata una scheda con gli esercizi consigliati. E’importante per le prime settimane camminare spesso ma per pochi minuti.

STAMPELLE

Normalmente si continuano ad usare due stampelle per le prime 2-4 settimane postoperatorie, poi una stampella dal lato non operato per altre 2-4 settimane ancora.

GONFIORE DELLA COSCIA ED EMATOMA

Dopo qualsiasi intervento di artroprotesi è previsto un gonfiore della gamba operata, talvolta associato ed un ematoma (livido) intorno alla ferita chirurgica. Non è una complicanza ma il normale decorso post-operatorio che però preoccupa spesso i pazienti. Per il primo mese dopo l’intervento rimanere più di 30 minuti seduti può fare peggiorare il gonfiore. Sarebbe opportuno alternare piccole passeggiate a periodi di riposo a letto con la gamba sollevata (la caviglia dovrebbe essere più elevata del cuore).

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L’intervento di revisione

Alcune complicanze della chirurgia protesica di anca e ginocchio devono essere trattate un intervento di revisione. Si tratta quindi di rimuovere l’impianto precedentemente applicato, correggere il difetto presente e posizionare un nuovo impianto.
Le complicanze che più frequentemente sono causa di una revisione protesica sono:

  • Infezione di protesi;
  • Mobilizzazione dell’impianto;
  • Consumo o deterioramento di una componente protesica;
  • Instabilità dell’articolazione protesizzata che può essere conseguente a mal posizionamento dell’impianto oppure a insufficienza dei tessuto molli circostanti;
  • Rigidità nella protesi di ginocchio.

Il livello di attività, il peso, l’età, la storia clinica personale ed altri fattori possono influire sulla longevità del impianto e quindi comprometterne la durata nel tempo.

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Eventuali complicanze della protesi del ginocchio

La protesi di ginocchio è uno degli interventi di maggior successo. Si è mostrata estremamente efficace nel migliorare la mobilità articolare e nell’eliminare il dolore,

è oramai una delle procedure mediche più affidabili e prevedibili e ha trasformato le vite di molti pazienti, permettendo loro di ritornare ad una vita attiva e di provare meno dolore.

Le complicanze sono poche e non frequenti ma devono essere menzionate per completezza d’informazione e saranno frutto di spiegazioni più dettagliate durante la visita e la lezione preoperatoria; non esiste una procedura chirurgica senza rischi. Molti pazienti desiderano sapere quanto dura una protesi di ginocchio nel tempo. Molti studi scientifici hanno mostrato che le protesi di ginocchio rimangono ben funzionanti in più del 90% dei casi a dieci anni dall’intervento e che più del 80% sono ancora ben funzionanti a 20 anni. I miglioramenti tecnologici e dei materiali hanno diminuito molto il deterioramento dell’impianto ed in particolare del polietilene.

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Il trattamento dell’artrosi al ginocchio

Nello stadio iniziale l’artrosi può migliorare con la perdita di peso e la riabilitazione, mirata al rinforzo muscolare e allo stretching; è possibile utilizzare degli integratori per la cartilagine, gestire il dolore con ghiaccio e antiinfiammatori ed eseguire infiltrazioni di farmaci nell’articolazione.

Quando la malattia progredisce diventa impossibile praticare sport e vengono limitate le attività della vita quotidiana come camminare o fare le scale, inoltre il dolore può essere presente anche a riposo o durante la notte. Negli stati avanzati, sfortunatamente, i trattamenti conservativi non risultano efficaci e la chirurgia protesica è necessaria per risolvere i sintomi, togliere o alleviare significativamente il dolore e ridare movimento all’articolazione.
È consigliabile l’intervento quando nella radiografia è presente un artrosi grave con contatto osso su osso ed in presenza di qualsiasi dei seguenti sintomi:

  • Dolore resistente alle terapie antidolorifiche;
  • Dolore costante anche a riposo;
  • Difficoltà a stare in piedi per lunghi periodi;
  • Inabilità a praticare le attività quotidiane come camminare o fare le scale;
  • Dolore a camminare;
  • Nessun beneficio oppure beneficio limitato dalla fisioterapia e dai trattamenti conservativi.

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