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La preospedalizzazione

PREOSPEDALIZZAZIONE

Circa venti giorni prima del ricovero sarete contattati del reparto di preospedalizzazione per fare le visite pre-operatorie e gli esami necessari; sarà effettuata una visita cardiologica, una visita angiologica ed una visita con l’anestesista che vi spiegherà quale anestesia verrà praticata oltre ad ecg, eco-cuore, esami ematici e dell’urina. Normalmente è eseguita un’anestesia spinale che non è dolorosa e che vi addormenterà le gambe per circa 3 ore; se avete ansia e volete dormire potrete essere sedati. Durante la pre-ospedalizzazione sarete istruiti su alcuni comportamenti da tenere nei giorni prima dell’intervento. In particolare la sera prima dell’operazione dovrete fare una doccia con un sapone disinfettante e dovrete assumere una dose di eparina e dalla mezzanotte dovrete rimanere a digiuno. Il giorno del ricovero dovrete portare con voi le vostre medicine abituali e le radiografie eseguite. Prima dell’intervento avrete un secondo appuntamento per effettuare una lezione con un medico ed un fisioterapista che vi daranno ulteriori indicazioni sul ricovero e sull’intervento.

Ricordate:
Iniezione di eparina
Doccia con sapone disinfettante
Vitto leggero a cena e digiuno dalle 24.

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Eventuali complicanze della protesi del ginocchio

La protesi di ginocchio è uno degli interventi di maggior successo. Si è mostrata estremamente efficace nel migliorare la mobilità articolare e nell’eliminare il dolore,

è oramai una delle procedure mediche più affidabili e prevedibili e ha trasformato le vite di molti pazienti, permettendo loro di ritornare ad una vita attiva e di provare meno dolore.

Le complicanze sono poche e non frequenti ma devono essere menzionate per completezza d’informazione e saranno frutto di spiegazioni più dettagliate durante la visita e la lezione preoperatoria; non esiste una procedura chirurgica senza rischi. Molti pazienti desiderano sapere quanto dura una protesi di ginocchio nel tempo. Molti studi scientifici hanno mostrato che le protesi di ginocchio rimangono ben funzionanti in più del 90% dei casi a dieci anni dall’intervento e che più del 80% sono ancora ben funzionanti a 20 anni. I miglioramenti tecnologici e dei materiali hanno diminuito molto il deterioramento dell’impianto ed in particolare del polietilene.

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Protesi d’anca: quando e come

Negli stadi iniziali la patologia è caratterizzata da fastidi, dolori intermittenti e rigidità; in questa fase il trattamento è fisioterapico e mirato al mantenimento della mobilità e al rinforzo muscolare. Si consiglia inoltre il dimagrimento e l’utilizzo del ghiaccio associato a terapie farmacologiche quali antiinfiammatori, integratori per la cartilagine e infiltrazioni articolari.

Quando la malattia progredisce diventa impossibile praticare sport e vengono limitate le attività della vita quotidiana come camminare o fare le scale. Il dolore può essere presente anche a riposo o durante la notte e può diventare impossibile mettersi le scarpe o i calzini senza aiuto.

Negli stati avanzati, sfortunatamente, i trattamenti conservativi non risultano efficaci e la chirurgia protesica è necessaria per risolvere i sintomi, togliere o alleviare significativamente il dolore e ridare movimento all’articolazione.

È consigliabile l’intervento in presenza di qualsiasi dei seguenti sintomi:

  • Dolore resistente alle terapie antidolorifiche;
  • Mobilità articolare limitata che compromette le attività quotidiane;
  • Difficoltà significativa ad alzarsi dalla posizione seduta;
  • Difficoltà a dormire la notte a causa del dolore;
  • Dolore a camminare;
  • Nessun beneficio oppure beneficio limitato dalla fisioterapia e dai trattamenti conservativi.

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Il trattamento dell’artrosi al ginocchio

Nello stadio iniziale l’artrosi può migliorare con la perdita di peso e la riabilitazione, mirata al rinforzo muscolare e allo stretching; è possibile utilizzare degli integratori per la cartilagine, gestire il dolore con ghiaccio e antiinfiammatori ed eseguire infiltrazioni di farmaci nell’articolazione.

Quando la malattia progredisce diventa impossibile praticare sport e vengono limitate le attività della vita quotidiana come camminare o fare le scale, inoltre il dolore può essere presente anche a riposo o durante la notte. Negli stati avanzati, sfortunatamente, i trattamenti conservativi non risultano efficaci e la chirurgia protesica è necessaria per risolvere i sintomi, togliere o alleviare significativamente il dolore e ridare movimento all’articolazione.
È consigliabile l’intervento quando nella radiografia è presente un artrosi grave con contatto osso su osso ed in presenza di qualsiasi dei seguenti sintomi:

  • Dolore resistente alle terapie antidolorifiche;
  • Dolore costante anche a riposo;
  • Difficoltà a stare in piedi per lunghi periodi;
  • Inabilità a praticare le attività quotidiane come camminare o fare le scale;
  • Dolore a camminare;
  • Nessun beneficio oppure beneficio limitato dalla fisioterapia e dai trattamenti conservativi.

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Eventuali complicanze della protesi d’anca

La protesi d’anca è uno degli interventi più di successo dell’ultimo secolo. Si è mostrata estremamente efficace nel migliorare la mobilità articolare e a eliminare il dolore.

La sostituzione totale dell’anca è oramai una delle procedure mediche più affidabili e prevedibili e ha trasformato le vite di molti pazienti, permettendo loro di ritornare ad una vita attiva e di provare meno dolore.

Le complicanze sono poche e non frequenti ma devono essere menzionate per completezza d’informazione e saranno frutto di spiegazioni più dettagliate durante la visita e la lezione preoperatoria. Non esiste una procedura chirurgica senza rischi.

Le possibili complicanze sono:

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